DUE LETTURE PER CAROLINA

  • Silvia ANNAVINI
  • Giacomo BUTINI

Resumo

Forse potrebbe sembrare coraggioso ipotizzare Carolina come la sorella dimenticata di Shakespeare che Virginia Woolf invita a far rinascere in A room of one’s own. Tuttavia, l’autrice brasiliana sembra soddisfare le attese della grande scrittrice inglese facendo del suo “quarto de despejo” quella “stanza tutta per sé”, il punto cardine attorno al quale far ruotare, ossessivamente, la sua narrazione. Infatti, proprio la casa e le sue parti sembrano costituire l’immagine ricorrente più significativa non solo di questo testo ma anche di tanta parte della letteratura femminile. Come scrive la Woolf: “La donna entra nella stanza…ma qui dovremmo esaurire tutte le risorse della lingua inglese, e lasciar svolazzare intere ghirlande di parole prima che una donna possa spiegare ciò che accade quando entra in una stanza.

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Como Citar
ANNAVINI, S., & BUTINI, G. (1). DUE LETTURE PER CAROLINA. BALEIA NA REDE, 1(3). Recuperado de http://www2.marilia.unesp.br/revistas/index.php/baleianarede/article/view/1374